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    Episodes (13)

    I casi di Mietta e Martina Colombari: il green pass è inutile e pericoloso

    I casi di Mietta e Martina Colombari: il green pass è inutile e pericoloso
    TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766

    I CASI DI MIETTA E MARTINA COLOMBARI: IL GREENPASS E' INUTILE E PERICOLOSO
    Due showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa infezione. Dall'altra Mietta, cantante e concorrente di Ballando con le stelle, costretta a restare lontana dalla tv a causa del coronavirus. Due vicende simili, con un'unica differenza: la prima era vaccinata, la seconda no. E infatti il trattamento loro riservato è stato ben diverso: per la Colombari è scattata subito la gara di solidarietà, per Mietta la caccia alle streghe. Se però ragionassimo bene sulle due storie, così sovrapponibili, e leggessimo con attenzione l'intervista odierna alla Colombari, capiremmo bene quanto sia inutile, se non pericoloso, quel green pass che ormai governa la nostra quotidianità.
    Stando al suo racconto, infatti, la Colombari a inizio settimana scorsa sente i primi sintomi di un raffreddore. È a Riccione dai suoi genitori e sul momento non abbina il malanno al Covid, anche perché "ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa". Quindi continua a vivere una vita normale, gira, vede persone, va al ristorante e al lavoro grazie al green pass ottenuto con le due dosi di siero. Poi? Poi venerdì, "in vista della scena di un film" che avrebbe dovuto girare, si sottopone ad un tampone molecolare che risulta positivo. Apriti cielo. Martina si mette in isolamento e fa scatenare "un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto". Nel calderone dei possibili infetti finiscono anche due ristoranti dove era stata in settimana "grazie" al green pass vaccinale. Un vero e proprio patatrac.
    Com'è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti "indicano come una specie di via libera". Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone "extra" non lo avrebbe fatto ("tanto ho il green pass") e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali. Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l'epidemia. Tutt'altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient'altro. Ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali "bombe" virologiche, col bollino del green pass.

    Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Solo il positivo non vaccinato è un untore irresponsabile" parla del diverso trattamento ricevuto da Ed Sheeran e Martina Colombari che vengono intervistati con tutti gli onori perché vaccinati e invece Mietta che viene massacrata perché non ancora vaccinata. Eppure contagio, sintomi e condizioni di salute sono gli stessi.
    Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 ottobre 2021:
    C'è positivo e positivo. C'è il positivo vaxinato che racconta la disavventura di aver preso il covid come un incidente di percorso e c'è il positivo no vaxinato che invece viene esposto al pubblico ludibrio per la sua irresponsabilità. Eppure, per entrambi, le condizioni di salute (sintomi, febbre, percentuali di guarigione etc...) sono praticamente le stesse.
    Sembra che il positivo non vaccinato sia un malato diverso da quello che, invece, pur essendosi vaccinato in doppia dose convintamente e proficuamente, oggi è alle prese col covid.
    Breve rassegna dalle cronache che coinvolgono vip e non vip.
    C'è Ed Sheeran che doveva essere in Italia e invece se ne starà a casa dieci giorni con la figlioletta e senza moglie. «Ho preso il covid, non ci voleva», ha detto ai fans. La popstar inglese è vaccinata in doppia dose e la sua quarantena obbligata causata dalla sua positività dopo un tampone diventa un fatto di interesse popolare tanto che Fabio Fazio ci si collega pure in diretta tv, domenica sera.
    Le condizioni del cantante non sono gravi, né serie. Quello "sto malissimo" pronunciato era riferito al dispiacere di non poter incontrare i fans italiani. Ma si rifarà a Natale, ha promesso. Tutto normale, insomma. E il vaccino? Ma come? Ormai si sa che il vaccino non protegge dal contagio, ma dalle forme gravi. Lo hanno capito anche i Fabiofazio che ospitano i Burioni che dicono il contrario.
    Poi c'è Martina Colombari che viene persino indicata dal Corsera come esempio di civismo perché ha detto di aver contratto il covid. Anche lei, nonostante il vaccino. Come sta? Benissimo, solo qualche papilla gustativa alterata, ma sta che è una favola. E quindi? E quindi lo ha comunicato «per tenere sempre alta la guardia e fare attenzione anche se siamo vaccinati» et voilà, ecco scodellata una bella intervista sul Corsera online.
    Esempi virtuosi di positivi al covid. Poi ci sono i positivi negletti. Stessi sintomi, stesse condizioni, stesso decorso. Solo che non sono vaccinati.
    C'è la cantante Mietta, che deve lasciare il set di Ballando con le Stelle a causa della sua positività al covid. Perché? Perché per poter lavorare deve fare il green pass e nell'ultimo effettuato sarà emersa una sua positività. Ragion per cui ha dovuto lasciare il set della trasmissione fino a completa negativizzazione.
    E qui sono sorti i problemi. In collegamento con Milly Carlucci, Selvaggia Lucarelli, che poi Vittorio Sgarbi ha apostrofato come "poliziotta sanitaria" ha chiesto a Mietta se fosse vaccinata, pensando di rivolgerle una domanda legittima. Per la verità su queste questioni vige ancora ancora la privacy, pertanto, Mietta ha ritenuto di non rispondere. Sgamata, è diventato palese che la cantante non aveva fatto l'inoculo, tanto da doversi giustificare successivamente con un post per chiarire la sua posizione, spiegare il perché non si è ancora vaccinata e che non appena le condizioni di salute glielo permetteranno lo farà. Sul caso è intervenuto persino il presidente dell'Ordine dei Medici del Lazio che ha rimproverato la cantante che «dovrebbe stare doppiamente attenta, stare a casa e soprattutto non partecipare a una trasmissione come questa, che di fatto pone i concorrenti in una sorta di 'comunità aperta'».
    Se Martina Colombari e Ed Sheeran ci dicono che anche i vaccinati possono infettarsi e quindi infettare, non è più logico pensare che chi presenta un Green pass da tampone abbia più probabilità di essere negativo quando è a contatto con gli altri, rispetto a chi invece è vaccinato? Infatti, come ha spiegato la Colombari, lei il tampone lo ha dovuto fare perché sta partecipando alle riprese di un film, quindi, la sua positività è stata presa in tempo non perché aveva il vaccino, ma perché aveva fatto un tampone.
    Domanda provocatoria: e se Mietta fosse stata "infettata" da uno dei tanti vaccinati inconsapevoli con i quali è entrata in contatto nel suo lavoro? È una domanda alla quale - lo sappiamo - non c'è risposta, però dovrebbe per lo meno fare riflettere.
    Invece no. Invece si proseguirà con lo stigma del positivo non vaccinato, anche se i sintomi, la contagiosità e lo stato di salute saranno uguali a quelli dei super-si-iper-vax.
    A Bologna una mezza scuola è in quarantena a causa di alcuni focolai tra i ragazzini delle medie. I sospetti sono ricaduti su una delle tre insegnanti risultata positiva. Quale? Quella che non avendo fatto il vaccino doveva presentare un green pass da tampone negativo ogni 48 ore. Segnalata la positività della docente, sono partiti i controlli. Si sono così trovati anche altri insegnanti positivi. Ma chi l'ha detto che a contagiare è stata quella che, facendo un tampone ogni due giorni, teoricamente doveva essere anche quella più controllata? Non potrebbe essere il contrario?

    BM.- Puntata n. 110 - Green pass, dal 15 ottobre in vigore le nuove regole

    BM.- Puntata n. 110 - Green pass, dal 15 ottobre in vigore le nuove regole
    Domani 15 Ottobre 2021 diverranno obbligatorie le direttive previste dal D.L. 127: esibizione del Green Pass per i lavoratori e verifica da parte del datore di lavoro. Una disposizione che sta suscitando subbuglio in molte categorie tra cui gli Agenti Immobiliari.

    Come essere a norma? Cosa viene richiesto a mediatori e titolari di Agenzia? Quali sono i rischi per le inadempienze? Domande legittime che destano qualche dubbio (e pure qualche preoccupazione) nel Real Estate.

    I lavoratori nel caso ne fossero sprovvisti possono essere considerati “assenti ingiustificati” con la sospensione della retribuzione già dal primo giorno. 

    Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli adeguati sono previste sanzioni da quattrocento a mille euro, mentre dipendenti privati e autonomi che verranno sorpresi in un luogo di lavoro senza il pass rischiano una sanzione da 600 a 1.500 euro.

    L’obbligo di Green Pass comporta che nelle Agenzie Immobiliari vi sia l’onere della verifica da parte del datore di lavoro o di un suo delegato (con alcune importanti ricadute in merito alla privacy). 

    Cerchiamo di vedere nel dettaglio cosa dice la normativa sul Green Pass declinandola al caso specifico degli Agenti immobiliari. In sostanza, il Decreto entrato in vigore impone un duplice obbligo: quello di esibizione del Certificato Verde per il lavoratore; quello di verifica da parte del datore di lavoro o di un suo delegato tramite l’app ufficiale (VerificaC19).

    La verifica delle certificazioni verdi Covid-19 in Italia prevede l’utilizzo dell’app nazionale VerificaC19, installata su un dispositivo mobile. L’applicazione consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore.
    L’applicazione VerificaC19 è conforme alla versione europea, ma ne diminuisce il numero di dati visualizzabili dall’operatore per minimizzare le informazioni trattate. VerificaC19 permette anche il controllo dell'Eu Digital Covid Certificate emesso da altri paesi europei.
    L'App VerificaC19 è gratuita e può essere scaricata da Appstore e Playstore.

    La legge indica che, per accedere al proprio ufficio, il mediatore deve esibire (quotidianamente) un Green Pass valido a chi è incaricato del controllo. L’accertatore può essere sia il datore di lavoro stesso (per esempio il titolare dell’Agenzia), sia un suo delegato (collaboratore, socio, dipendente). In quest’ultimo caso, però, è fondamentale servirsi di una nomina scritta. 
    Il delegato preposto alla verifica dei Green Pass in ingresso deve essere nominato con apposito documento, nel quale sono previsti anche gli obblighi a cui è tenuto.

    Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli commentano questo delicato argomento di attualità insieme al giornalista Giovanni Lacagnina, attento osservatore dì fatti che riguardano l’attualità, la politica e la società italiana.

    #Comefare: il green pass per le aziende in 5 punti

    #Comefare: il green pass per le aziende in 5 punti
    In questo episodio abbiamo scelto di approfondire per voi l’obbligo di green pass per i lavoratori del settore privato, che dal 15 ottobre decorre in tutte le aziende italiane, di qualsiasi dimensione e di qualsiasi settore.
    Tutto cio’ che c’e’ da sapere per non rischiare sanzioni da un lato e danni alla salute propria e dei lavoratori dall’altro in cinque punti chiave:
    - Su chi ricade l’obbligo di green pass?
    - Come si produce il green pass?
    - Puo’ un lavoratore accedere eccezionalmente al luogo di lavoro senza green pass?
    - Come si controlla il green pass?
    - Cosa rischiano il lavoratore e il datore di lavoro inadempienti?

    Ascolta il podcast e scopri subito #Comefare!

    Mamma, ho preso il COVID-19!

    Mamma, ho preso il COVID-19!
    Ho preso il COVID-19 e come ogni cosa che mi riguarda, la situazione diventa paradossale. Per esempio, risulto "Asintomatico" perché il primo tampone è andato distrutto... ma qualche sintomo l'ho avuto all'inizio. Ma questa è solo una piccola parte di una storia il cui riassunto è che non si capisce niente, si brancola nel buio, siamo abbandonati a noi stessi e il risultato è che siamo tutti in lockdown.

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    Covid-19: Le vostre domande

    Covid-19: Le vostre domande
    Oggi concludiamo il discorso su Covid-19 rispondendo alle vostre domande.
    Parleremo di mascherine, guanti, vaccino, virus a DNA e a RNA, tamponi e molto altro.


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    Streptococco

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    In questo episodio parliamo di streptococco e proveremo, con l’aiuto degli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, a capire che cos'è questo batterio (00:38) e quando siamo in presenza di un mal di gola da streptococco (01:15), passando per alcune complicanze come la malattia reumatica (03:37) e le PANDAS (06:18), per finire con l'esame del tampone e gli antibiotici (09:47).
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